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Uno dei segnali che la caldaia lancia più spesso, e che molti ignorano finché non smette di funzionare, riguarda la pressione dell’acqua dell'impianto. L’idrometro (detto anche manometro) — quel piccolo indicatore circolare sul frontale della caldaia — ha la funzione di segnalare quando qualcosa non va nella pressione del circuito idraulico.
Le caldaie dotate di pannello di controllo digitale evoluto visualizzano direttamente a display il valore di pressione, come tutte le caldaie Beretta di nuova generazione.
Capire cosa indica quel valore e come reagire non richiede competenze tecniche particolari. È però importante interpretare correttamente quanto indicato.
Il circuito del riscaldamento è costituito dalla caldaia, dalle tubazioni e dai terminali (radiatori-termoconvettori-riscaldamento a pavimento). L’insieme crea un circuito chiuso a tenuta idraulica.
Per funzionare correttamente, il circuito deve contenere una quantità d'acqua sufficiente, a una pressione adeguata.
Quando la pressione è fuori dal range, la caldaia non riesce a lavorare in modo efficiente. In molti casi va in blocco automaticamente, per proteggersi da eventuali danni interni. È un meccanismo di sicurezza, non un guasto: ma se non si capisce la causa, il problema si ripresenterà.
Il valore di pressione è espresso in bar ed è leggibile sull’idrometro o sul display del pannello di controllo. Su molte caldaie l’idrometro ha una scala colorata in cui sono evidenziati in rosso i valori al di fuori del range corretto.
A impianto freddo, la pressione corretta si aggira tra 1 e 1,5 bar. Quando l'impianto è in funzione e l'acqua si scalda, la pressione sale fisiologicamente — di solito fino a 1,8-2 bar — perché il calore fa espandere il fluido nel circuito. Questo è normale e non richiede alcun intervento.
I valori da tenere in considerazione sono:
Sotto 0,8 bar: pressione troppo bassa, la caldaia può andare in blocco
Tra 1 e 1,5 bar: pressione corretta a freddo
Tra 1,5 e 2 bar: pressione corretta a caldo, durante il funzionamento
Oltre 2,5-3 bar: pressione troppo alta (sovrapressione), la valvola di sicurezza potrebbe aprirsi
Questi valori possono variare leggermente da un modello all'altro. Il manuale della caldaia riporta sempre i riferimenti specifici del produttore.
Una pressione sotto 1 bar è il problema più frequente nelle caldaie domestiche, soprattutto negli impianti più datati. Le cause principali sono tre.
La prima è una perdita d'acqua nel circuito. Può trattarsi di una piccola goccia su un raccordo, su una valvola o su un radiatore — a volte talmente piccola da non lasciare tracce visibili sul pavimento perché evapora prima. Se la pressione scende regolarmente e bisogna ricaricare spesso, una perdita occulta è la causa più probabile.
La seconda è il vaso di espansione difettoso. Il vaso di espansione è un componente che compensa le variazioni di pressione dovuti alle variazioni di temperatura dell’acqua. Nel caso la sua membrana interna si deteriori, il vaso perde la sua funzione e la pressione dell'impianto diventa instabile.
La terza, più banale, è semplicemente che l'impianto non è stato ricaricato o sfiatato correttamente dopo una manutenzione o in seguito allo svuotamento dell’impianto stesso causa lavori sullo stesso.
Se la pressione è scesa sotto il valore minimo e non ci sono perdite visibili, ricaricare il circuito è un'operazione che si può fare autonomamente. Il punto di ricarica è il rubinetto di riempimento, solitamente un piccolo rubinetto o una manopola collocata nella parte bassa della caldaia o sul tubo di ritorno dell'impianto.
La procedura è semplice: con la caldaia spenta e fredda, aprire lentamente il rubinetto di carico fino a quando il manometro raggiunge circa 1,2-1,5 bar, poi richiuderlo. Riaccendere la caldaia in modalità INVERNO e verificare che la pressione si stabilizzi all’interno del range corretto.
Alcune caldaie Beretta, come EXCLUSIVE EVO X e METEO X dispongono di sistemi di ricarica automatici e segnalano direttamente sul display quando è necessario intervenire, semplificando ulteriormente l'operazione anche per chi non ha familiarità con l'impianto.
Se la pressione torna ad abbassarsi nel giro di pochi giorni o settimane, il problema non è la ricarica — è una perdita o un vaso di espansione da verificare. In quel caso è necessario chiamare un tecnico.
Una pressione eccessiva è meno comune ma altrettanto problematica. Quando supera i 3 bar, la valvola di sicurezza — un dispositivo obbligatorio su tutte le caldaie — si apre automaticamente per scaricare l'eccesso di pressione. Si riconosce perché da un tubicino di scarico fuoriesce acqua, spesso in modo intermittente.
Le cause più frequenti di pressione troppo alta sono: difetti al vaso di espansione — anche in questo caso — oppure un eccesso di acqua nel circuito dovuto a una ricarica eccessiva. In alcuni casi la valvola di carico è difettosa e continua ad alimentare il circuito anche quando non dovrebbe.
Se la valvola di sicurezza scarica spesso, non si tratta semplicemente di un fastidio: significa che il problema si ripete ciclicamente e che il componente stesso, sollecitato frequentemente, tende a deteriorarsi. In questo caso conviene chiedere assistenza ad un tecnico specializzato per evitare che la valvola smetta di funzionare correttamente.
Ricaricare manualmente la pressione è l'unica operazione che si può fare in autonomia. Tutto il resto richiede l'intervento di un professionista abilitato.
Vale la pena chiamare un tecnico quando la pressione scende ripetutamente nonostante le ricariche, quando non si riesce a individuare la fonte della perdita, quando la valvola di sicurezza scarica acqua con una certa frequenza, o quando il manometro mostra oscillazioni anomale durante il funzionamento normale.
Un controllo dell'impianto da parte di un tecnico Beretta qualificato permette di individuare la causa reale — perdita occulta, vaso di espansione da sostituire, valvola difettosa — e di risolverla in modo definitivo, evitando che il problema comprometta altri componenti dell'impianto nel tempo.
In un impianto ben costruito non dovrebbe mai essere necessario. Una piccola perdita di pressione nell'arco di mesi può essere fisiologica, ma se si ricarica più di una o due volte l'anno è il segnale che qualcosa non funziona correttamente.
Sì, se la causa è solo la pressione bassa. Si ricarica il circuito come descritto, poi si sblocca la caldaia seguendo le istruzioni del manuale — di solito premendo il tasto reset. Se va in blocco di nuovo a breve, non si deve continuare a sbloccarla ma chiamare un tecnico.
Sì, è del tutto normale. L'acqua calda si espande e la pressione sale rispetto al valore a freddo. Finché non supera i 2,5 bar durante il funzionamento non è necessario alcun intervento
La pressione della caldaia è uno di quei parametri che vale la pena controllare ogni tanto, anche solo con uno sguardo all’idrometro prima di accendere l'impianto all'inizio della stagione. Costa pochi secondi e permette di intercettare un problema prima che si trasformi in un guasto o in un giorno al freddo.11/06/2026